UNITA’ D’ITALIA : 150 ANNI DI LURIDE MENZOGNE

Sono passati 150 anni dalla presunta unificazione dell’Italia…amche se da quel fatidico 17 marzo 1861 L’Italia si è divisa. Come si spiega il divario tra sud e nord? il sud sempre discriminato! E’ ora di piantarla col festeggiare..,ma cosa festeggiare? La verità ci è stata sempre occultata, qui si parla di centinaia di migliaia di vittime, e in che modo barbaro sono state assassinate…nessuno ne è al corrente? o semplicemente si vuol tacere su crudeltà effettuate ai danni degli italiani del sud, per non recare scandalo e orripilenza agli occhi del mondo.
Tutto questo orrore per un ideale? Unificazione dell’Italia? No, gli eventi sono diversi da quelli raccontati nei libri di Storia. La Sicilia era la 3° potenza mondiale economica e come tale era un bel bottino per gli unificatori d’Italia.
Hanno devastato e saccheggiato l’intero sud, lasciandolo privandolo delle sue ricchezze, lasciato di stenti e tra l’altro tassato più del nord, per ripristinare ( oltre al furto perpetuato) le spese della guerra stessa.
Dal 1861 cominciò una massiccia emigrazione, fenomeno che ci ritroviamo ancora dopo 150 anni….
Alla faccia dell’unità d’Italia…m,a si taciamo e nascondiamo tutto , tanto chi se ne frega sono fatti di 150 anni fa, tanto stiamo bene grazie ai terroni morti che hanno fatto arricchire lo Stato.



UNITA’ D’ITALIA : 150 ANNI DI LURIDE MENZOGNEultima modifica: 2011-02-10T15:07:00+00:00da peppesito
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7 pensieri su “UNITA’ D’ITALIA : 150 ANNI DI LURIDE MENZOGNE

  1. gli eventi sono diversi da quelli raccontati nei libri di Storia. La Sicilia era la 3° potenza mondiale economica e come tale era un bel bottino per gli unificatori d’Italia.
    Hanno devastato e saccheggiato l’intero sud, lasciandolo privandolo delle sue ricchezze, lasciato di stenti e tra l’altro tassato più del nord, per ripristinare ( oltre al furto perpetuato) le spese della guerra stessa.
    Dal 1861 cominciò una massiccia emigrazione, fenomeno che ci ritroviamo ancora dopo 150 anni…

  2. Caro Direttore,

    Sono un ragazzo di 35 anni. Non rivesto alcuna carica istituzionale o politica, non sono marito, amante, figlio, parente, amico, di nessuna persona influente. Non faccio parte di alcuno schieramento politico. In pratica, ai suoi occhi e a quelli dei suoi lettori, io non sono nessuno, di conseguenza so che lei non pubblicherà mai questa lettera, certamente non è colpa sua, e’ il sistema che glielo chiede. Nonostante ciò, sento l’esigenza di scriverle per la stima che ho nei suoi confronti. Da qualche anno vivo e lavoro negli Stati Uniti. Sono un avvocato, un musicista, un idealista che ha amato e continua ad amare follemente l’Italia. La mia voce e’ parte di una generazione malinconica che fa fatica ad emergere, costretta suo malgrado a partire. Quest’anno ricorre il 150º anno dell’unita’ d’Italia e caro direttore non c’e’ davvero niente da festeggiare. Io non sono felice di questa Italia che non mi rappresenta. Questa ricorrenza e’ una data per ricordare e ringraziare chi ha lottato e creduto in un’idea d’Italia che oggi non c’e’ più e che non c’e’ da molti decenni indipendentemente dallo schieramento politico. Questa ricorrenza deve essere un invito ad una riflessione onesta di come l’Italia si stia consumando e con essa il suo splendore. Il nostro e’ un paese che ha sempre avuto idee straordinarie, capaci di scoprire nuovi mondi o di cambiarli grazie ad invenzioni rivoluzionarie. Ma oggi viviamo vantandoci dei fasti dei nostri lontani antenati. Oggi siamo un popolo che ha paura del cambiamento e del rinnovamento, senza il coraggio di diventare timonieri del mondo e precursori di una nuova età rinascimentale. Ci accontentiamo. L’Italia di oggi e’ un paese corrotto, provinciale fatto di raccomandazioni, e’ un paese che vive di pause caffè, non competitivo, dove si demanda sempre ad altri. Ed io come tanti sono costretto ad andare via. Si pensa che con una laurea e con un paio di belle tette (rifatte) si sia legittimati a svolgere qualsiasi carriera o che presunti intellettuali di sinistra di vecchia generazione siano gli unici capaci di cambiare le cose. Ma che si facciano tutti da parte, che diano spazio alle nuove idee alle nuove generazioni e a chi davvero merita. In questo paese quasi sempre si va avanti solo se si hanno le conoscenze giuste e non importa se si ha talento, l’importante e’ che si abbia un padre dentista, medico, avvocato, notaio, politico, musicista, dipendente pubblico, imprenditore, regista o attore, così anche il figlio potrà fare il dentista, il medico, l’avvocato, il notaio, il politico, il musicista, il dipendente pubblico, l’imprenditore, il regista o l’attore e lo potrà fare anche se e’ un incompetente, schiavo di un cerchio vizioso che si ripete da decenni. E’ davvero deprimente l’idea di crescere un figlio in questo sistema. Così uccidiamo le vocazioni oneste alle professioni, creando una società costruita sull’illusione, sulla finzione e sull’inganno. Si toglie la possibilità a chi davvero merita di poter costruire un paese onesto e capace di rinascere, capace di riconquistare la propria dignità ed identità. Ricordiamoci di quando eravamo bambini e cosa sognavamo di fare da grandi. Se avessimo il coraggio di dare voce alla meritocrazia, potremmo ritornare ad esser un popolo invidiabile e diventare ancora la terra delle idee, della bellezza, della concretezza, dell’organizzazione, dell’architettura, della pittura, della musica, della legalità, l’alveo di un nuovo risorgimento capace ancora una volta di essere d’esempio per il mondo, allora sì che sarebbe bello festeggiare.

    Emanuele Tozzi (New York)

  3. Salve a tutti i terroni,
    Dopo che hanno voluto l’unificazione d’ITALIA,in Lombardia le camicie VERDI hahaha .Desertano la seduta al consiglio regionale si devono solo vergognare pero’ quando hanno mandato il grande gARIBALDI MERCENARIO con 1000 uomini e migliaia Ducati in SICILIA per corrompere i comandanti Spagnoli.l’obbiettivo forse erano le miniere di CARBONE? E poi noi siamo quelli che sfruttiamo la situazione e siamo il CANCRO dell’Italia.
    Ignoranti deficenti

    Pentitevi!!!!!

    Ps:Silvio salvati non far passare il Federalismo,

    Antonio Cardamone

    Antonio Cardamone

  4. Bisogna distinguere, i 150 anni da cosa ? Dal 17/03/1861 incoronazione di un savoia a re d’Italia con capitale Torino. Io sono friulano e per me la data potrebbe essere il 1870 in cui ricade la Breccia di Porta Pia e l’annessione di una buona parte del Veneto e del Friuli al regno d’Italia (le maiuscole e le minuscole non sono errori di scrittura). Nel 1870 mancavano ancora all’appello la Provincia di Trento e quella di Trieste, unite nel 1918. Se fossimo coerenti e volessimo festeggiare l’Unità d’Italia, cioè l’unificazione della maggior parte del territorio nazionale dovremmo aspettare il 2020 (1870+150). Personalmente sarè felice della cosa in quanto il savoiardo non avbrebbe ricorrenze da festeggiare mentre la maggior parte degli italiani potevano dirsi tali in quella data, buona pace per i Trentini ed i Triestini. Invece domani festeggiamo l’incoronazione di un re che ha messo al mondo generazioni di pagliacci. L’ultimo si vanta di essere principe di Venezia. Peccato che Venezia sia stata sempre una repubblica fino alla sua annessione all’Austria infatti non è mai esistito il Principato di Venezia, fino all’invenzione savoiarda. Ma che bella ricorrenza festeggiate domani, io invece lavorerò per mia scelta, sono un libero professionista e posso far festa quando voglio e per i motivi che mi interessano.
    A voi che festeggerete, ricodatevi di urlare viva il re, come ulavano i soldati mandati al massacro dalle trincee sul Carso, altrimenti i Carabbinieri li fucilavano per diserzione. State pertanto attenti a chi avete alle spalle domani.

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